Lo Spettacolo “Ma Romeo era un Bullo?” è uno spettacolo rappresentato con successo nelle Scuole da più di 3 anni. Lo spettacolo è una rielaborazione della celebre commedia shakespeariana, modulata per un’utenza giovanissima.
 
Per mettere bene in scena un’opera di Shakespeare – scriveva Jan Kott, uno dei suoi più autorevoli studiosi – occorre necessariamente tradirlo!
 
Noi lo abbiamo tradito con il massimo rispetto, alternando il campo di azione su tre moduli di azione in base all’utenza alla quale è rivolto:
 
Scuola primaria –
 
età 5 – 10 anni
 
Scuole secondaria di primo grado – età 10 – 14 anni
 
Scuole secondaria di secondo grado – età 14 – 18 anni
 
Gli attori rendono protagonisti gli spettatori, facendo loro interpretare la vicenda, ora nei panni di Benvolio, ora in quelli di Mercuzio, del rude Tebaldo, della madre di Giulietta e nei panni di Frate Lorenzo.
 
Gli attori dialogano scherzano e combattono in una sorta di lezione aperta, guidati nell’interpretazione, nella quale smussano gli aspetti tragici senza perdere però spessore per gli spunti di riflessione sul sentimento dell’appartenenza (punto di partenza dell’intolleranza verso la diversità). Anche gli aspetti lirici dello sfortunato e grande amore tra i due giovani vengono teneramente esaltati e resi percepibili appieno dal giovane pubblico.

Perché Romeo e Giulietta non è solo una storia d’amore. È piuttosto un urlo contro le guerre, gli odi, le intolleranze ed i pregiudizi ed è un’occasione per avviare un dibattito su quanto accade intorno a noi, passando attraverso la percezione del Sé con il linguaggio del corpo.
 
La tragedia di Shakespeare è stata più volte “tradita”. Qualcuno ha sostituito la rivalità tra Montecchi e Capuleti con quella tra ebrei e palestinesi, tra cristiani e musulmani o tra appartenenti a razze e culture diverse. In questa trasposizione sempre prevale il valore di fondo dell’opera: la condanna della ferocia e della assurdità degli antagonismi e l’invito a sfrondarli fino alle radici.
 
La rappresentazione invita a riconoscere la matrice dell’intolleranza, nei comportamenti residenti tra i banchi di scuola. Colpisce il cuore e la mente, la sensibilità e l’intelligenza del pubblico attraverso abili “tradimenti” portatori di un unico messaggio di condanna all’odio e alla violenza. Grazie alla sua peculiare dinamica, instilla, nel giovane pubblico, il desiderio di recitare e misurarsi in quest’arte.
 
Il linguaggio teatrale è uno strumento molto efficace per intervenire sul fenomeno del bullismo; ci consente di mettere a fuoco, attraverso il role playing, i ruoli della vittima e del

bullo, e di esplorare le emozioni che si manifestano in queste dinamiche, a volte in modo esplosivo, a volte in forma latente. Al termine dello spettacolo, per gli studenti della scuola secondaria di primo e secondo grado, seguirà un dibattito con il Dott. Egidio Francesco Cipriano, psicologo esperto in tematiche di bullismo e cyberbullismo il quale punterà l’attenzione sia sulle vittime che sui “carnefici”.

Lo Spettacolo è di solito rappresentato nelle scuole in base agli spazi disponibili con possibilità di 2 rappresentazione in una giornata. Se sei un Insegnante e sei interessato allo spettacolo contattaci al 3466558302 oppure tramite mail : info@piccolaribalta.it

Indirizzo

Via D. V. Dattoli 33
70019 -Triggiano (BA)